RSS

Archivi categoria: IL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO

Un sistema di misurazione degli apprendimenti per la valutazione delle scuole: finalità e aspetti metodologici. Proposta preparata per l’INVALSI da Daniele Checchi, Andrea Ichino, Giorgio Vittadini. 4 dicembre 2008

http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/adi/XoopsAdi/uploads/PDdownloads/ichino_checchi_vittadini_invalsi_2008.pdf

Annunci
 

Tag: , ,

NORMATIVA SCOLASTICA

Collegamento a Educazione e Scuola:

http://www.edscuola.it/archivio/norme/index.html

 

Tag:

L’ARRESTABILE ASCESA DELLA SCUOLA DELLE COMPETENZE Alcune riflessioni sui cambiamenti in atto nel sistema scolastico italiano a cura di Silvia Di Fresco e Matteo Vescovi

si veda:

http://precariscuolaabruzzo.files.wordpress.com/2010/08/riflessioni-sui-cambiamenti-nel-sistema-scolastico-italiano.pdf

 

Tag: ,

INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO DELLA SCUOLA D’INFANZIA E DEL PRIMO CICLO D’ISTRUZIONE

Si vedano:

http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/2b090dc6-9504-4358-b7bc-01e9eba0b111/prot7734_12_all1.pdf

http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/8afacbd3-04e7-4a65-9d75-cec3a38ec1aa/prot7734_12_all2.pdf

 

Tag:

scuole post-normali

Si può immaginare una scuola per la fascia di età dai 10-11 anni ai 13-14 anni nella quale le discipline non siano più discipline ma aree di attività ed apprendimento….

L’area della motricità, la più importante … (discipline afferenti: le scienze motorie) …
L’area della comunicazione artistica e della relazione creativa… (discipline afferenti: arti visive, teatro, musica, danza) …
L’area della comunicazione e della scoperta scientifica, quella che maggiormente sistematizza nella memoria strutturale ciò che l’area della psico-motricità ha permesso di “scoprire”… è l’area dell’osservazione, della riflessione, della sperimentazione, della memorizzazione dei dati e della descrizione quantitativa e spaziale dei fenomeni e dei processi … (discipline afferenti: pragmatica della comunicazione, filosofia, storia dei linguaggi della forma e della quantità, la matematica applicata ai diversi campi) …
L’area della costruzione e dell’ applicazione tecnologica, quella che offre gli strumenti di base per comprendere i processi costruttivi della tecnologia e poterli produrre …
L’area della comunicazione linguistica locale, quella che cura lo strumento per la comunicazione di base nella comunità di appartenenza, per la descrizione qualitativa dei fenomeni, dei processi e delle relazioni…
L’area della comunicazione linguistica planetaria, quella che cura lo strumento per la comunicazione con le aree-comunità linguistiche differenti …

Si può immaginare una scuola nella quale ognuna di tali aree sia ugualmente importante ed indispensabile …

Si possono immaginare 6 mattine alla settimana, ognuna delle quali dedicata ad una soltanto delle aree di attività ed apprendimento …

• In altre parole se in un’ ipotetica scuola vi fossero sei classi, ci dovrebbero essere solo 6 insegnanti nell’arco dell’intera mattina.

• Ogni classe avrebbe lo stesso tipo di attività di area solo ogni 7 giorni.

• Il pomeriggio si potrebbero svolgere le attività condotte dalle associazioni in accordo con i titolari delle aree di attività e di apprendimento.
(Alessandro Porcu)

 

Tag: , , , , ,

Intervista a Daniela Lucangeli


vedi anche la seguente intervista
di Daniela Lucangeli
tratta da: http://italia.panorama.it/L-esperta-troppi-compiti-ai-bambini-fanno-male
Compiti si… Compiti no…? Quante volte mi sento fare questa domanda.

Sono una mamma oltre che un esperto di psicologia dell’apprendimento e la mia risposta è influenzata da entrambi i ruoli che vivo.

Da mamma sento anche io la preoccupazione di molte famiglie che vivono a volte con fatica l’impegno dei compiti a casa. Ed è una fatica dovuta almeno a due motivi diversi: c’è chi si lamenta per il tempo prolungato che i propri figli devono passare sui libri, e chi si lamenta perché non è obiettivamente in grado di capire come aiutarli, dal momento che le attività didattiche moderne sono lontane e diverse da quelle che ovviamente abbiamo ricevuto nel passato. Ricordo la discussione di una bellissima tesi di laurea a cui ho assistito, nella quale si descriveva un’indagine su di un campione di centinaia di famiglie italiane, il 67 per cento delle quali diceva di vivere con stress l’impegno dei compiti scolastici. Anzi misurando tale stress con una scala come quella della febbre, la temperatura superava i 38° per due famiglie su tre. Soprattutto nel passaggio tra le scuole primarie e le secondarie. Per fortuna tali indici ci dicono anche che per il 33% delle famiglie intervistaste i compiti rappresentavano un impegno a giusto carico.

Il problema, da esperto dell’apprendimento, credo sia proprio qui: il giusto carico fa la differenza. E anche in questo caso il giusto carico è da intendersi sia in termini quantitativi che qualitativi.

Al riguardo vorrei dire alcune cose.

Inanzitutto quanti compiti dare: gli studi di psicologia cognitiva hanno dimostrato che se è necessario esercitare i meccanismi dell’apprendimento, per stabilizzare e facilitare il recupero delle conoscenze acquisite, superare un certo numero di ore di studio è inutile e rischioso. Ne può derivare infatti un apprendimento di breve durata, apparente, che affatica il sistema cognitivo e lo rende incapace di recepire nuove cose il giorno seguente. Non solo, la motivazione all’impegno, e alla competenza, rischiano di affievolirsi, di lasciare il posto al fare tanto per fare, o peggio ancora al fare per paura delle conseguenze, non ultime l’insuccesso stabile e la disistima.

Dunque fondamentale dal punto di vita educativo diventa quali compiti dare e come farne fare tesoro all’allievo. E la scelta è facile se si pensa al significato più semplice che da sempre i compiti hanno avuto, o avrebbero dovuto avere.

E cioè far esercitare conoscenze apprese a scuola. Questo è il punto di svolta. L’esercizio a casa o lo studio servono a rendere stabili conoscenze che la scuola, il docente.., ha trasmesso, facilitato, concorso a far apprendere..…

Demandare ai compiti a casa ciò che la scuola deve insegnare è l’errore maggiore sia per i limiti che comporta verso l’apprendimento stesso che per i limiti motivazionali a sentire il continuum educativo tra famiglia e scuola.

E in ogni caso la mole di lavoro assegnato a casa deve essere commisurata all’età e al tempo già dedicato alla scuola.

Da docente dunque mi permetterei di rassicurare i docenti: non importa la qualità e la quantità dei contenuti per fare un bravo insegnante, ma la qualità dei metodi di trasmissione del sapere.

E da genitore mi permetterei di incoraggiare i genitori ad essere alleati del bambino contro la fatica di imparare e contro l’errore. Bisogna far sentire che si è dalla loro parte, ma sempre in linea, in sinergia con la scuola. Lasciarli soli in una stanza a studiare non va bene, ma è altrettanto sbagliato fare i loro compiti: bisogna star loro vicino, senza sostituirsi, si deve partecipare riconoscendone l’impegno e gratificandoli quando riescono nel loro lavoro. E se i compiti sono troppo difficili? Meglio avvertire serenamente l’insegnante: «La prego di spiegare di nuovo l’esercizio perché il mio bambino da solo non è in grado di svolgerlo».

E a tutti, docenti e genitori, raccomando un principio che io stessa utilizzo di fronte ad ogni bambino che aiuto: incoraggiare a farcela ottiene sempre il meglio da ciascuno, qualunque sia la difficoltà da affrontare. E’ quello che gli esperti chiamano «carezza educativa»: il riconoscimento dell’impegno e delle competenze acquisite dal bambino ne amplifica la capacità ricettiva e la motivazione alla fatica dell’apprendere.

*Daniela Lucangeli è professore ordinario di Psicologia dello sviluppo a Padova, membro dell’Osservatorio nazionale sull’infanzia e dell’Academy of learning disability, la più grande società scientifica internazionale che studia i disturbi dell’apprendimento.

i libri che Daniela Lucangeli ha pubblicato in italiano li puoi trovare su:
http://www.macrolibrarsi.it/autori/_daniela-lucangeli.php
http://www.lafeltrinelli.it/catalogo/aut/234780.html

 

Tag:

Daniela Lucangeli sulle difficoltà apprendimento

L’intelligenza numerica. Vol. 1:
http://www.libreriauniversitaria.it/intelligenza-numerica-lucangeli-daniela-centro/libro/9788879465557

 

Tag: , ,