RSS

Archivio mensile:settembre 2012

Colatura di Alici in cucina

http://it.wikipedia.org/wiki/Colatura_di_alici_di_Cetara

http://www.lucianopignataro.it/a/spaghetti-alla-colatura-di-alici-di-cetara/4908/

http://www.amicidellealici.org/02_la_colatura/000_la_colatura.htm

 
Lascia un commento

Pubblicato da su settembre 30, 2012 in ALIMENTAZIONE, CUCINA

 

I DIECI LUOGHI PIU’ RADIOATTIVI DEL MONDO

http://ilfattaccio.org/2011/12/08/i-10-luoghi-piu-radioattivi-del-pianeta/

 

Tag:

Il Partito Pirata e la Democrazia liquida

 
Lascia un commento

Pubblicato da su settembre 24, 2012 in DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA, POLITICA

 

Tag: , ,

Il Partito Pirata

Tratto da:
http://www.itespresso.it/il-partito-pirata-austriaco-entra-in-parlamento-64302.html

Il Partito Pirata austriaco entra in Parlamento
Dopo l’exploit del Partito Pirata austriaco, ecco una panoramica sui vari Partiti Pirata in Europa, nati sull’onda del successo del partito svedese
.Il 19 aprile 2012 di Mirella Castigli 0
Con il 3,8% dei voti, anche il Partito Pirata austriaco entra in Parlamento. Ma come stanno andando le varie declinazioni nazionali del Partito Pirata (l’originario è quello svedese)? I Partiti Pirati hanno un programma comune basato sui diritti digitali, l’alfabetizzazione informatica, il discorso sul superamento del copyright, la trasparenza nella gestione di governo, il libero accesso degli elettori alla guida della cosa pubblica.

In Olanda il Piratenpartij è stato costretto a rimuovere il servizio proxy per l’accesso a The Pirate Bay, che serviva per bypassare i blocchi imposti ai due ISP verso l’ex-tracker BitTorrent.

Dopo aver espugnato Berlino, Piratenpartei tedesco ha conquistato quattro seggi nel land di Saarland, con il 7,4 per cento dei voti. Addirittura c’è chi dice che il movimento possa sorpassare i Verdi nelle prossime elezioni politiche del 2013.

Il Pirate Party britannico è infine fra i più attivi nelle proteste contro ACTA. Vuole bloccare il processo ratificazione del trattato anti-contraffazione.

Infine, l’Italia: il Tribunale di Milano ha imposto a Marco Marsili Pirate Party di abbandonare nome e vessillo dei pirati, dopo che l’Associazione Partito Pirata, guidata da Athos Gualazzi, aveva accusato Marsili di furto di identità.

I cittadini digitali comunitari hanno portato quasi 2 milioni di firme alla petizione lanciata dagli attivisti contro il trattato anti-contraffazione. Questo è uno dei bacini di voto dei Partiti Pirati europei.

http://www.itespresso.it/leuroparlamento-boccia-acta-67846.html

L’Europarlamento boccia ACTA
Quasi tre milioni di europei avevano fermato una petizione per chiederne la sospensione. L’Europarlamento, con ampia maggioranza, respinge il trattato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA)
.Il 4 luglio 2012 di Redazione 0
Sull’onda delle 2,8 milioni di firme raccolte da Avaaz, il Parlamento europeo ha respinto ACTA, con 478 voti contrari, 39 a favore e 165 astenuti. l’accordo anticontraffazione che aveva collezionato cinque no consecutivi, oltre a proteste in tutta Europa. Già in precedenza bocciato dalle quattro commissioni (Giuridica, Industria, Sviluppo e Libertà Civili), ACTA era stato oggetto anche di una petizione, sostenuta dall’associazione Avaaz che denunciava i “pericoli” insiti nell’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). Infatti ACTA rischiava di diventare grimaldello per mettere bavagli digitali al Web e comprimere i diritti digitali: “Acta potrebbe consentire alle corporazioni di censurare internet“. In gioco era la “compatibilità di Acta con i diritti fondamentali Ue, come la libertà di espressione, di informazione o di protezione”.

Riporta una nota: “Il Trattato anti contraffazione ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) è stato respinto mercoledì dal Parlamento europeo e pertanto, per quanto riguarda l’Unione europea, non sarà legge. È stata la prima volta che il Parlamento ha esercitato le sue nuove competenze in materia di trattati commerciali internazionali. 478 deputati hanno votato contro ACTA, 39 a favore e 165 si sono astenuti“.

Prima del giudizio della Corte di giustizia europea sulla compatibilità del trattato col diritto comunitario, l’Europarlamento ha respinto ACTA. L’accordo ACTA, che è stato negoziato tra Ue, Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Messico, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore, Corea del Sud e Svizzera, vuole essere un enforcement del copyright e della proprietà intellettuale.

L’unica voce contraria è quella di Confindustria Digitale, che appoggiava ACTA senza se e senza ma: “Prendiamo atto della decisione del Parlamento Europeo di rigettare l’accordo ACTA senza attendere il parere della Corte di Giustizia UE, ma non possiamo non denunciare gli ennesimi paradossi a cui abbiamo assistito in questa vicenda” commenta il Presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo, alla luce del voto del Parlamento europeo su ACTA. E prosegue: “Le norme contenute nell’accordo bocciato sono già all’interno dell’ordinamento italiano e della maggior parte dei Paesi firmatari: ACTA aveva la sola funzione di armonizzare queste norme. Come troppo spesso accade quando si trattano i temi della proprietà intellettuale, le falsità diffuse da chi è interessato a continuare ad approfittare e trarre illeciti guadagni dal lavoro altrui ed amplificate artatamente in nome di un presunto “popolo del web” sono state fatte proprie dal decisore politico che continua a rincorrere istanze populistiche di cui non è in grado di comprendere l’origine, mostrando una persistente incapacità di capire le dinamiche della comunicazione in rete. Il tutto a scapito del lavoro intellettuale e dell’industria dei contenuti, un settore produttivo che dovrebbe fungere da spina dorsale per rilancio economico del vecchio continente e che invece rischia l’estinzione a causa di decisioni come questa”. Confindustria Cultura riunisce AESVI, ,AFI Agis, AIE, Anes, Anica, APT, Fem, FIMI, PMI Univideo.

Al Mobile World Congress (MWC 2012) di Barcellona, Eric Schmidt, chairman di Google, aveva tenuto uno storico discorso contro la censura online e a favore della libertà di espressione in Rete. Contrari ad ACTA erano tutti i Partiti Pirata europei. ACTA era stato redatto “in grande segreto”, e questo ne aveva minato la credibilità fin da subito. Anche il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, aveva espresso severi dubbi su ACTA. Amnesty International aveva chiesto alla UE di respingere il trattato che sarebbe potuto diventare un “vaso di Pandora” di potenziali violazioni di diritti umani.

L’intesa verteva sia sulla distribuzione digitale dei contenuti protetti dal copyright, sia sulle policy per prevenire la vendite di prodotti contraffatti come borse “finte” e prodotti di moda e design copiati. Anche se l’intesa non imponeva nuovi diritti intelletuali ma di fatto serviva solo a potenziare diritti già esistenti, né imponeva un monitoraggio costante del traffico Internet, da anni ACTA era finita nell’occhio del ciclone per la segretezza che ha circondato l’accordo. Una segretezza degna dell’anti terrorismo o dell’anti spionaggio industriale. Un oscuramento mediatico che aveva da tempo messo in allarme i cittadini digitali in quanto spia di una “mancanza di democrazia e trasparenza“ nel processo decisionale.

http://www.itespresso.it/due-milioni-e-mezzo-di-europei-contro-il-trattato-acta-61698.html

NOTIZIEDue milioni e mezzo di europei contro il trattato ACTA
Se la petizione verrà accolta, la commissione parlamentare potrà rivolgersi alla Commissione Ue per aprire un’inchiesta su ACTA
.Il 29 febbraio 2012 di Redazione 0
L’accordo commerciale anticontraffazione ACTA, nel mirino della Corte di Giustizia UE, in stand-by dopo le proteste, le forti perplessità degli esperti e le retromarce delle cancellerie, riceve un nuovo colpo al cuore: 2,4 milioni di cittadini europei hanno firmato petizioni contro il trattato ACTA. Le firme sono state consegnate al Parlamento europeo, il cui semaforo verde è condizione necessaria per l’entrata in vigore nella’ Unione europea (UE). La petizione supportata da Avaaz afferma che ACTA è “pericoloso”, può diventare un grimaldello per mettere bavagli digitali al Web: “Acta potrebbe consentire alle corporazioni di censurare internet“. Proprio ieri, nel suo keynote al Mobile World Congress (MWC 2012) di Barcellona, Eric Schmidt, il chairman di Google, ha tenuto uno storico discorso contro la censura online e a favore della libertà di espressione in Rete.

La censura sul Web, i cyber rights (diritti digitali), la libertà d’espressione sono messe sempre più sotto pressione dai “Poteri forti”. Come dimostra l’ultimo caso Wikileaks che nelle scorse ore ha promesso di pubblicare 5 milioni di email, trafugate probabilmente dagli hacker di Anonymous contro Stratfor, società di geopolitica e sicurezza, da cui emergono gli attacchi del governo statunitense contro Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks (“da torturare”), tentativi di Stratfor per annientare il sito delle “fughe di notizie”, monitoraggi di attivisti da parte delle multinazionali americane (la Coca-Cola contro PETA e l’attivismo animalista, la Bhopal’s Dow Chemical Co. contro gli ecologisti e così via).

In gioco è la “compatibilità di Acta con i diritti fondamentali Ue, come la libertà di espressione, di informazione o di protezione”. E quasi due milioni e mezzo di cittadini europei hanno espresso la loro contrarietà a mettere a richio la Rete. Se la petizione verrà accolta, la commissione parlamentare potrà rivolgersi alla Commissione Ue per aprire un‘inchiesta su ACTA.

ACTA: 2,4 milioni di firme contro il trattato

 
Lascia un commento

Pubblicato da su settembre 24, 2012 in DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA, POLITICA

 

Tag:

Fine della libertà di vendere e scambiare sementi antiche. Innalzate la bandiera pirata, contadini: ce lo chiede l’Europa.

Tratto da:

http://petrolio.blogosfere.it/2012/08/sementi-antiche-contadini-tutti-nel-partito-pirata.html

Sementi antiche: contadini, tutti nel partito pirata
Sabato 4 Agosto 2012, 11:05 in Current Affairs
di Debora Billi

Vendete agli amici le sementi del pomodoro giallo salentino, che nessuno coltiva più da due secoli? Ronzate su Internet alla ricerca dell’introvabile seme di pera veneta rinascimentale per abbellire il vostro orto?
Ebbene, siete da oggi tutti fuorilegge. Come i pirati (foto:flickr) che scaricano film coperti da copyright, come i ragazzini che trafficano con i CD copiati dalla Rete. Una recente sentenza della Corte Europea prevede che non si possano vendere sementi non iscritte a chissà quale cacchio di albo certificato UE.

Un’altra bella norma liberista che va a favore della libertà di impresa e di libero scambio, ne siamo certi. Oppure, come insinuano su Net1News:

Perchè non esiste un registro ufficiale dei bulloni e delle viti? Forse perchè non c’è una Monsanto della minuteria metallica. Sottomettere le sementi ad una procedura del genere, che esiste ed è giustificata per i medicinali e i pesticidi, ha evidentemente il solo scopo di eliminare alla lunga le varietà di dominio pubblico, e quindi liberamente riproducibili, per lasciare in campo solo quelle brevettabili.

O forse un altro favore alle compagnie sementiere, le uniche a godere delle norme protezioniste liberiste. Pensavate che tale libertà fosse, ancora, a vostro vantaggio?

LINK UTILI

Un seme salvato è un seme di libertà per i contadini

Il cacciatore di semi perduti

 
 

Tag:

CENSURATO DA TUTTE LE TV ITALIANE

 

Tag:

Orazio Fergnani Denunciati Mario Monti e Napolitano per alto tradimento CENSURATO DALLE TV

 

Tag: ,